TRANSITALIA: IL NOSTRO PARTNER SI RINNOVA

Pionieri dell'intermodalita'



 


Grazie all’intermodalità marittima Trans Italia dagli anni Ottanta ha avviato un processo di sviluppo che ha aperto nuovi mercati a tante industrie del Mezzogiorno e fatto crescere l’azienda a livello internazionale L’esperienza non mancava, infatti Domenico, Luigi e Carmine, provenivano da una lunga militanza nell’ambito dell’autotrasporto, attività che avevano rilevato dai loro padri.

Nel 1984, quando i tre fratelli D’Auria diedero vita alla Trans Italia, forse non immaginavano che nel giro di pochi anni avrebbero avviato una specializzazione di assoluta avanguardia in tutta Europa.

Per la verità la loro idea era quella di costituire un’unica azienda che riunisse le tre società di persona in un’unica realtà più strutturata: «In effetti siamo già alla terza generazione - conferma Luigi D’Auria, figlio di Domenico e Direttore ommerciale di Trans Italia Srl -. Tutti i vertici del management aziendale sono controllati da membri della nostra famiglia, oltre a mio padre che è il Presidente del Consiglio di amministrazione: mio zio Luigi è affiancato da suo figlio Tonino per seguire tutti gli aspetti legati agli acquisti e alla manutenzione e gestione dei veicoli, mio fratello Antonio segue la logistica e altri parenti occupano incarichi nell’area amministrativa, custode service; di fatto tutti i posti di “comando” e responsabilità».

«Sono stati proprio i tre fratelli a volere fortemente un’azienda unica per tutta la famiglia - prosegue D’Auria -, fin dalla sua fondazione nel 1984. L’attività si sviluppò dapprima con la movimentazione del vetro. Eseguivamo trasporti per grandi multinazionali che consentirono di strutturare rapidamente la nuova realtà. Fu proprio sulla spinta di questa crescita che si decise di allargare il raggio d’azione verso altre specializzazioni, soprattutto avviammo con la Grecia, pionieri per quegli anni, un servizio di trasporto combinato non accompagnato via nave. Era il 1987 e l’idea di spedire i nostri semirimorchi senza trattore verso il porto di Patrasso venne subito apprezzata da molti committenti, tanto che dopo soli pochi mesi aprimmo una filiale nella cittadina portuale greca.

Fu la chiave di volta che diede l’impulso decisivo a un processo di crescita che non si darebbe più fermato anche negli anni successivi.

Infatti a mio padre va ascritto il grande merito di avere avuto, nel 1996, l’intuizione di allargare il raggio d’azione anche alla penisola Iberica. In collaborazione con la Grimaldi decidemmo di gestire la prima linea Salerno- Valencia, creando nella cittadina spagnola una filiale a cui sarebbe seguita molto presto una seconda sede a Barcellona.

Oggi tutti parlano di “Autostrade del mare”, ma per noi già alla fine degli anni Novanta erano un’importante realtà che ha avuto delle significative ricadute sull’industrializzazione di tutto il Sud d’Italia. Molte aziende meridionali grazie ai nostri servizi hanno trovato nuovi mercati e nuovi sbocchi per i loro prodotti. Certamente per noi segnò la seconda svolta che consacrò definitivamente Trans Italia come uno dei maggiori operatori intermodali.

Oggi i traffici con la Spagna e il Portogallo, con oltre 20 mila spedizioni all’anno, sono preponderanti nel fatturato globale dell’azienda che occupa 227 dipendenti diretti e ha 150 corrispondenti. La tipologia dei trasporti si è allargata a tutte le merci, con l’unica eccezione dei liquidi e del freddo. In particolare medicinali, elettrodomestici, particolari per l’industria automotive e alimentari sono i settori di maggiore spicco, senza dimenticare il vetro che costituisce sempre una voce importante nel bilancio Trans Italia.

 

Si sono aggiunte anche nuove rotte: Sicilia, Sardegna in Italia e la Francia sono da tempo collegate con servizi regolari, recentemente abbiamo attivato linee con la Tunisia e Malta e molto presto avremo rotte con Paesi emergenti come l’Algeria e la Libia»·

 

IVECO, UN PARTNER AFFIDABILE

«In tutto questo processo di crescita abbiamo potuto contare per il trasporto su gomma su un partner affidabile che ci ha sempre affiancato anche nei momenti di maggiore pressione - racconta D’Auria -.

La Concessionaria Iveco Me.Car Srl di Nocera Superiore è sempre stata un punto di riferimento.

Già i miei nonni negli anni Cinquanta utilizzavano camion Fiat e la loro concessionaria era Me.Car Srl.

Un rapporto che definire storico sarebbe riduttivo, anche perché le analogie tra la storia imprenditoriale e umana della mia famiglia e quella della famiglia Ferrajoli, titolari della Me.Car Srl, sono notevoli. Siamo entrambi alla terza generazione e ci accumuna anche la determinazione ad affrontare le sfide future.

Oggi la nostra flotta si compone di 177 trattori,tutti Iveco, e 650 semirimorchi. Anche per l’assistenza il riferimento della Concessionaria Me.Car Srl è fondamentale e la forte presenza della rete Iveco in tutti i Paesi dove operiamo è un’ulteriore garanzia nel servizio.

Lavorare sapendo di avere una grande azienda come Iveco e una squadra di professionisti come Me.Car Srl al proprio fianco è un elemento di sicurezza per noi fondamentale».

 

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